Dopo la prima serata del Festival di Sanremo 2018 a tenere banco è l’accusa di plagio nei confronti del brano presentato da Ermal Meta e Fabrizio Moro, “Non mi avete fatto niente”. Partendo da una segnalazione su web ci si è infatti accorti che la canzone ne ricorda moltissimo un’altra, ovvero “Silenzio” interpretata da Ambra Calvani e Gabriele de Pascali e, ironia della sorte, presentata alle selezioni di Sanremo Giovani di qualche anno fa (e poi scartata dalla commissione).

Cerchiamo di fare chiarezza: innanzitutto non si tratta di plagio – la definizione di plagio è “Falsa attribuzione a sé di opere o scoperte delle quali spettino ad altri i diritti di invenzione o di priorità” – e in questo caso l’unico compositore ed autore di “Silenzio” è Andrea Febo, che figura anche co-autore del brano “Non mi avete fatto niente”. Copiare da sé stessi non rientra nel plagio, si può parlare casomai di “autocitazione” o “rielaborazione” (oppure, se siete maligni, “riciclo”). Non bisogna scandalizzarsi se un compositore/autore richiama sé stesso nella sua carriera: oltre al fattore oggettivo che ogni persona ha un suo stile di scrittura unico e riconoscibile, capita sovente che si scriva qualcosa e poi, dopo anni, la si riprenda in mano per rielaborarla. Anche i casi di “autocitazione al limite” non sono così fuori dal mondo: per fare un esempio, ascoltate “Colpa d’Alfredo” e dopo “Siamo solo noi” di Vasco Rossi, poi riflettete quanto una somiglianza possa essere controproducente/moralmente condannabile/inammissibile.

Secondo il Regolamento di Sanremo, che potete liberamente scaricare dal sito Rai, una canzone per essere ammessa deve avere il carattere di novità. E qui inizia una sfilza di precisazioni per definire il termine “novità” che si riassumono in due requisiti fondamentali: la canzone deve essere stata ascoltata solo dagli addetti ai lavori (ad es il fonico che ha registrato quel brano, il produttore etc) oppure presentata in situazioni private (leggasi: mamma ti faccio sentire questo nuovo pezzo!); la canzone non deve aver generato introiti, e nell’epoca attuale, nemmeno su Youtube etc.

Mamma Rai da qualche anno a questa parte mette a disposizione sul proprio sito le 60/80 canzoni selezionate per Sanremo Giovani, che rappresentano la prima selezione dopo avere ascoltato tutti i brani pervenuti; seguono poi i provini dal vivo, da cui escono i giovani che si esibiranno sul palco dell’ Ariston. Da Regolamento la Rai spiega dettagliatamente tutte queste fasi, precisando inoltre che, una volta selezionati i partecipanti al Festival, il brano in gara potrà iniziare ad essere commercializzato e trasmesso su Internet, radio etc. Tecnicamente le canzoni della sezione Giovani di Sanremo, quando arrivano all’Ariston, non sono più nuove, perché sono mesi che si possono ascoltare un po’ ovunque. Perché questa mossa? Ovviamente per l’audience. Di norma i Giovani di Sanremo non riscuotono molto successo di ascolti durante il Festival, quindi se si crea un po’ di visibilità prima della kermesse ho più possibilità di alzare gli ascolti.

A quanto si evince dalle dichiarazioni nel web, il brano “Silenzio” faceva parte delle canzoni scelte nella prima selezione, e quindi si trovava sul sito della Rai. Una volta scartata alla seconda selezione, di questa canzone non se n’è fatto nulla. Anche in questo campo, se escludiamo la faccenda della presentazione dei brani sul sito Rai, non c’è nulla di insolito: gli Stadio hanno vinto Sanremo con un brano che avevano già presentato l’anno precedente, ma che era stato escluso. Inoltre pare che gli autori stessi abbiano presentato il brano “Non mi avete fatto niente” spiegando la sua genesi e quindi derivazione da altra canzone. D’altronde sempre il Regolamento di Sanremo prevede la possibilità di fare citazioni di altri brani nelle canzoni presentate al Festival, purché non superino 1/3 dell’intera canzone. Certo, un
conto è citare un pezzo famoso e un altro è citare un pezzo che in realtà conoscono poche persone.

In ogni caso, se l’idea di Moro e Meta era di fare una rielaborazione veritiera di un brano già uscito avrebbero per lo meno dovuto raccontarlo al pubblico PRIMA che scoppiasse il polverone. Stessa cosa per la stessa Rai, che avrebbe dovuto prevedere una presentazione di “Non mi avete fatto niente” in questi termini, perché andiamo, davvero credevano che nessuno se ne sarebbe accorto? Quindi già che hai ammesso il brano al Festival almeno non fare la figura di quello che vuole fregare la gente.

Inizialmente il duo è stato sospeso ed è notizia di poco fa che resterà in gara. Del resto era assai improbabile che il brano venisse escluso dal Festival, perché avrebbe rivelato l’incompetenza della Rai, scatenando potenzialmente altre azioni da parte degli autori stessi, con un enorme danno nei loro confronti. Danno che comunque è già stato fatto: è difficile che Moro e Meta vincano il Festival e adesso il duo verrà ricordato per sempre come Albano e Michael Jackson.

Il problema vero, però, sta nel cuore di tutto questo ed è la cronica mancanza di idee nel mondo della musica italiana, nei mezzucci abitualmente utilizzati da un troppo elevato numero di addetti ai lavori. Due autori/interpreti così famosi avevano davvero bisogno di ricorrere ad un riciclo per presentare una canzone a Sanremo? Penserei di no ma forse mi sbaglio.