MentanaI media hanno degli effetti su di noi, nei comportamenti che adottiamo, nei valori e nelle scelte che prendiamo. Ne riporto due che fanno al caso nostro, l’effetto Bandwagon e l’effetto Underdog: immaginiamo di essere a ridosso delle elezioni politiche, i sondaggi danno il partito A in vantaggio sul partito B, qualche elettore indeciso potrebbe essere spinto a votare A e salire sul “carro del vincitore” (effetto Bandwagon); viceversa, qualche simpatizzante di B potrebbe essere spinto a votarlo, anche se in svantaggio, almeno per limitare i danni (effetto Underdog); o ancora se il divario tra le due liste è particolarmente esteso molti potrebbero astenersi perché “si sa già come va a finire”. Pertanto, anche senza fare propaganda, volenti o nolenti,  i media sono in grado di influenzare, badate bene, non la nostra scelta su chi votare ma il processo che porta ad essa, insieme ad una miriade di altri fattori con intensità diverse.mentana 2

Veniamo ai fatti. Ogni lunedì sera Enrico Mentana, direttore del tg La 7, è solito commentare insieme a Fabrizio Masia i sondaggi condotti da Emg sulle indicazioni di voto fornite da un campione di italiani. Lunedì 16 marzo è stato fornito un dato sull’indice di gradimento nei confronti del governo Renzi dove, a parer mio, Mentana, con tanto di grafiche, e soprattutto Masia hanno messo in particolare evidenza il 39,3% dei giudizi positivi (molto positivamente e abbastanza positivamente) quasi dimenticandosi del 60,7%  dei non soddisfatti del premier fiorentino (abbastanza negativamente e molto negativamente).mentana 3

Che un governo abbia, ad un anno dal suo insediamento, un 40% di cittadini che ne apprezza l’operato è una percentuale alta, altissima, se comparata alla media dei governi oltre confine o degli esecutivi italiani passati. Ma non possiamo nemmeno definirlo una promozione a pieni voti come emerge dalla lettura fatta da Mentana e Masia. Ho trovato altre due interpretazioni dello stesso sondaggio: Termometro politico non si è sbilanciato “giudizi verso l’operato dell’esecutivo sono per il 39,3% positivi, mentre per il 60,7% il giudizio è abbastanza o molto negativo: un dato comunque piuttosto alto almeno al confronto con altri governi” mentre Libero (seppur faccio fatica a considerarlo un giornale) ha titolato “il governo Renzi bocciato da 6 italiani su 10”. mentana 4

La sera stessa io ho twittato: “Palese disonestà di #Mentana #tgla7 che mette in evidenza 39,9% di favorevoli ignorando 60% di contrari sul tasso di gradimento a #Renzi”. Un tweet abbastanza maldestro, a parte la somma delle percentuali che non arriva a 100 che offre il fianco a facili manipolazioni . Così il direttore del tg ha avuto gioco facile a riprendere il mio tweet facendo credere che avessi scoperto che 100-40 fa 60, definendomi “erede di Einstein” sulla sua pagina di Facebook. Travolto da un’ondata di commenti, alcuni simpatici, altri un po’ meno, ho lasciato un commento al post che mi derideva, cui è seguita una replica da Mentana, o presunto tale.

Passata la bufera, a sangue freddo le mie conclusioni sono:

per quanto resti della mia idea, come mi han fatto notare compagni di corso, amici e un professore, “disonesto” è stato un po’ eccessivo;

un giornalista serio e il direttore di un telegiornale nazionale può permettersi di mettere alla berlina chi gli muove una critica evitando di replicare nel merito?

Mentana si cancellò da Twitter perché stufo di ricevere insulti, non lo trovate un po’ incoerente?il post precedente a quello dedicato a me era su Obama, oltre a nutrire il mio ego, con quale criterio il direttore utilizza i mezzi di comunicazione che gestisce? Non c’era nient’altro di interessante?index

Capisco che molti personaggi pubblici, stufi degli insulti beceri e gratuiti che ogni giorno la rete vomita loro addosso, si comportino così per scoraggiare eventuali contestatori. Mi sorge un dubbio: se uno ha delle argomentazioni fondate contro questi ‘notabili’ come può difendersi dalla loro “potenza di fuoco” data dall’enorme seguito che hanno appresso? Ma questa è un’altra storia…